The Legend of Zelda: Phantom Hourglass

The Legend of Zelda: Phantom Hourglass: RecensioneNintendo Ds

 

Piattaforma: DS
Genere: Adventure
Numero giocatori: 1
Sistema Video: PAL
Supporto: Cartuccia
Età: da 7 anni in su
Lingua Software: Italiano
Lingua Manuale: Italiano
Produttore: Nintendo
Distributore: DDE






 


 


Simpatiche sono anche le sessioni di recupero di tesori affondati: grazie ad un braccio meccanico, del quale dovremo man mano dosare velocità ed angolo di discesa nelle profondità degli oceani per evitare scogli e bombe, potremo trovare numerosi oggetti interessanti (come parti per personalizzare la nave) dei quali potremo conoscere le locazioni grazie alle varie “mappe del tesoro” sparse nei dungeon.
Ultimo ma non ultimo la modalità multiplayer via Wifi. Sullo stile di Pacman, uno dei due giocatori controllerà Link, mentre l’altro controllerà alcuni Phantom (dei particolari mostri presenti nel gioco). L’obiettivo sarà prendere alcune pietre e portarle in una determinata zona: la difficoltà sta nel peso delle pietre che non permette al giocatore di correre ed ai Phantom che daranno l’allarme appena individueranno Link. In questo caso basterà spostarsi nelle cosiddette “safe zone”, le zone sicure, per scomparire dalla vista dei nemici. Il tutto è ripreso dal dungeon principale del gioco, ed è più facile a farsi che a dirsi.
I due giocatori si alterneranno in questa modalità, e chi avrà fatto più punti alla fine sarà il vincitore.


ASPETTI TECNICI

Gli screen parlano da soli: ci troviamo di fronte ad un ottimo Cell Shading, che permette ancor di più di portare il paragone con Zelda: Ocarina of Time. Il design dei nemici è ben ispirato, le texture sono ben scelte, ed in generale il DS da il meglio di sé a livello di comparto grafico – anche se in parte la sensazione è ricreata proprio dal sopracitato Cell Shading, che permette di avere una grafica particolarmente “pulita” –.
Alcuni limiti sono facilmente notabili nei filmati, realizzati con lo stesso motore del gioco: i primi piani dei personaggi fanno trasparire linee spigolose ed un bel po’ di aliasing, tutte cose che passeranno agli occhi dei più in secondo piano, in considerazione anche della particolare natura della console portatile Nintendo.
Il comparto sonoro riprende tutti i classici di Zelda. Chi ha già giocato ai precedenti capitoli ogni tanto chiuderà gli occhi gustandosi il deja vù di quelle note già sentite e portatrici di tanti ricordi, mentre i novizi della saga (e saranno molti, nella conclusione spiegheremo il perché) apprezzeranno sicuramente le ben studiate melodie.


COMMENTO FINALE

È Zelda? Sì, è Zelda, e questo semplice nome potrebbe da solo bastare. Ma è il caso di andare un po’ più a fondo… Come già detto le caratteristiche del DS sono sfruttate alla perfezione, proprio come ci si aspetta da un titolo di questa levatura. Allo stesso tempo ciò che ha da sempre contraddistinto la saga di Zelda è stato ben traghettato in questa nuova generazione di portatili, e la fusione hardware-software è quindi ottimamente riuscita. Se davvero si vuole però un paio di minuscoli peletti nell’uovo si possono trovare… In primis le sessioni con la nave: divertenti, spezzano il ritmo, ma dopo un po’ potrebbero diventare noiose per alcuni, e l’aggiunta di nuovi elementi nel corso dell’avventura (come la possibilità di personalizzare la nave, l’argano per i tesori o la canna da pesca) non migliora molto la situazione. Il secondo appunto è sulla modalità multiplayer, un qualcosa di davvero marginale, anche se bisogna considerare Zelda da che mondo è mondo è sempre stato un gioco single player, ergo parliamo di un difetto davvero marginale. L’ultimo punto invece è un qualcosa di più soggettivo, sul quale i puristi della saga quasi sicuramente si troveranno d’accordo. Le situazioni in cui si viene a trovare Link, la grafica ultra deformed, gli argomenti trattati, tutto spinge il giocatore smaliziato a capire che uno degli obiettivi di questo Phantom Hourglass è allargare il bacino di utenza legato al marchio di Zelda. Tutto a volte sembra infatti molto, troppo infantile, e c’è da dire che questo ha un riflesso diretto sulla difficoltà del gioco, mai alta se non nel capire come risolvere determinati enigmi. Ma ciò che davvero conta è l’esperienza di gioco: a parte questi difetti, comunque marginali, non poteva esserci un esordio migliore della saga sulla nuova console Nintendo. È Zelda? Sì, è Zelda, e questo nome da solo basta.

Pro
  • E' Zelda: longevo, divertente e appagante
  • Ds ottimamente sfruttato
  • Multiplayer longevo ed innovativo
  • Giocabilita' allo stato dell'arte
Contro
  • A volte un pò infantile
  • Modalità Multiplayer marginale

• VOTO •

9,2

su 10

 Recensione curata da Marco Cupillari
The Legend of Zelda: Phantom Hourglass: RecensioneNintendo Ds

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